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Spina o bottiglia? Una questione spinosa

La birra scade? Scopri se la tua bevanda preferita ha una data di scadenza oppure se puoi consumarla quando vuoi
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L’idea che la birra alla spina fosse in qualche modo migliore rispetto a quella confezionata in bottiglia è un luogo comune che per anni ha tenuto… banco tra schiere nutrite di bevitori abituali.

Ma migliore in che modo?

Forse le radici di questa credenza sono da attribuire all’idea di freschezza associata al rituale della birra spillata al momento o alla temperatura di servizio, che tende in genere a essere piuttosto bassina, confortando così quella sensazione di bevanda fresca e dissetante che certamente non può che essere piacevole.

Analizzando la questione da un punto di vista il più possibile tecnico ed obiettivo, si può concedere un po’ di vantaggio alla spina quando si parla di birre pastorizzate.

Questo perché la birra in fusto, mantenendo la sua fragranza più a lungo, può essere sottoposta a un processo di pastorizzazione più leggera. Ma va considerato che una volta aperto il fusto deve essere consumato con una certa rapidità, perché il contatto con la C02 accelera il processo di ossidazione, e vanno anche tenuti in conto tutti quegli aspetti di pulizia e manutenzione dell’impianto e di professionalità del servizio che potrebbero guastare l’esperienza di spillatura alterando la qualità del prodotto.

Ma ammettiamo per un momento che, dal punto di vista della conservazione e del servizio, tutto sia fatto a regola d’arte.

Il fenomeno delle birre artigianali ha di fatto modificato la fruizione e il consumo della birra.

E contribuito a sfatare il falso mito della superiorità spinosa.

Molte birre crude, non filtrate e non pastorizzate, giovano del confezionamento in bottiglia, in cui avviene una vera e propria rifermentazione che contribuisce ad affinare l’aroma ed il gusto e a far maturare il prodotto.

E ci sono birre che cambiano totalmente il loro gusto come le Weizen, che bevute in bottiglia presentano una dosatura del lievito molto più equilibrata rispetto a quello che succede con la spillatura al momento.

Ed ecco una parolina magica per capire come orientarsi: i lieviti. In presenza di lieviti è sempre preferibile scegliere le birre in bottiglia piuttosto che alla spina.

Questo perché in bottiglia il lievito è perfettamente dosato, mentre la spina, se non conservata o non servita correttamente, potrebbe alterare questo equilibrio, con il rischio concreto di trovarsi di fronte a bicchieri carichi di lieviti come a bicchieri quasi trasparenti, cambiando di fatto la percezione al palato e anche il colore della stessa birra in momenti di spillatura diversi.

Un altro elemento da considerare è, neanche a dirlo, lo stile.

Esistono infatti stili di birra particolarmente apprezzabili in fusto, come le Pils, le Lager, le Ale inglesi e belghe e le Scotch Ale.

Altri che traggono benefici, anche se diversi, da entrambe le modalità di servizio come le IPA, le APA e le birre aromatizzate.

Altri stili invece, come Tripel, Lambic, Geuze, Weiss, Blanche e Trappiste è preferibile  consumarli in bottiglia.

E allora chi vince questa sfida?

In molti casi a condizionare il risultato è l’offerta.

E  nel caso delle birre artigianali si può dire che in questo confronto spina-bottiglia quasi non ci sia partita.

Questo perché oltre alla garanzia che la bottiglia consenta di apprezzare al meglio tutte le caratteristiche vive del prodotto creato dal Mastro Birraio di turno, va detto soprattutto che le spine artigianali sono ad oggi ancora delle rarità.

Ma se le artigianali, in quanto ad esperienza gustativa, vincono a mani base il confronto con una qualunque birra alla spina, che succede in quelle rare circostanze in cui ci troviamo di fronte alla stessa birra artigianale disponibile in entrambe le opzioni?

Cosa è meglio in questo caso, la spina o la bottiglia?

Ai commenti di chi l’ha provata l’ardua (e personalissima) sentenza!