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Storie di birra. Le origini del mito

La birra è la bevanda più antica del mondo, scopri dove e come nasce e quali birrifici cercano di riprodurre la sua versione originaria
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La tradizione orale (perché è dalla bocca si beve) ci dice con assoluta certezza che la birra è la bevanda più antica del mondo.

A confermare questa tesi non mancano prove documentali e reperti, come le tracce di birra risalenti al 3500-3100 a.C. rinvenute all’interno di alcuni vasi di terracotta nel sito archeologico dell’antico centro di Godin Tepe, situato nella regione dei monti Zagros, corrispondente all’attuale Iran.

All’epoca dei Sumeri questa città costituiva un importante snodo commerciale lungo la strada che univa la Bassa Mesopotamia all’odierno Afghanistan, e secondo lo studio pubblicato dalla rivista Nature, il ritrovamento di questo liquido giallastro permette di datare la prima vera birra prodotta nella storia, collocandola in Medio Oriente.

Non ci hanno sempre raccontato che la Mesopotamia è stata la culla della civiltà?  Eccone finalmente la prova!

Ma cos’era esattamente questo liquido ritrovato dal team di ricercatori guidato da Patrick McGovern, direttore scientifico del Laboratorio di archeologia biomolecolare al Museo dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia?

Prima di provare a rispondere, conosciamo meglio questo personaggio.

Qualcuno lo ha definito l’Indiana Jones delle bevande antiche.

Appellativo sicuramente meritato per questo ricercatore, che unisce alla studio dei residui fossili e alla ricerca dei marcatori naturali che permettono di risalire agli antichi ingredienti, il tentativo di ricreare oggi quelle antiche birre su cui noi comuni appassionati potevamo solo fantasticare.

A sostenerlo in questo “secondo lavoro” uno dei birrifici artigianali più autorevoli d’America, la Dogfish Head Craft Brewery (che tra l’altro, notizia bomba di maggio, ha realizzato una numericamente mostruosa operazione di fusione con il birrificio Boston Beer Company, che è il secondo più grande birrificio artigianale negli Stati Uniti nella classifica delle “top 50 craft brewing companies” redatta dalla Brewers Association, dove Dogfish si piazza invece al tredicesimo posto).

Ritornando alla birre antiche realizzate da Mc Govern, la prima è la Midas Touch, una curiosa fusione di vino, birra d’orzo e idromele, che prova a ricostruire la bevanda i cui residui erano presenti in vasi risalenti all’età del Ferro recuperati nella tomba di Mida in Turchia.

Sulla scia del successo anche commerciale della Midas Touch, Dogfish Head, guidata dal nostro Indiana Jones, ha prodotto anche la Theobroma, una birra realizzata partendo da tracce ritrovate su alcuni frammenti di ceramica recuperati in Honduras e risalenti al 1400 a.C., che hanno permesso di ricostruire questa speciale bevanda alcolica dall’inconfondibile aroma di cacao.

E poi l’Etrusca, nata da reperti ritrovati in alcune tombe del centro Italia risalenti al 2800 a.C. che hanno permesso di ricostruire il dna di una bevanda che presentava, tra gli ingredienti, malto d’orzo, melograno, grano cimelio, farina di nocciole e addirittura mirra.

Di questo progetto di birra esistono anche due versioni ufficiali italiane, frutto della collaborazione di Dogfish Head e Mc Govern con Leonardo Di Vincenzo di Birra del Borgo e Teo Musso di Baladin.

L’ultima archeobirra targata Mc Govern è la Chateau Jiahu, ottenuta da tracce ritrovate in vasi di terracotta nel nord della Cina risalenti a 9.000 anni fa, che hanno rivelato l’utilizzo di riso, miele e frutta. Questo tentativo di riprodurre quella che è considerata la più antica bevanda fermentata ad oggi conosciuta rimetterebbe in discussione il primato attribuito ai sumeri.

Quel che è certo è che a detta di chi le assaggiate queste birre riescono a proiettare il palato in un viaggio nel tempo dagli esiti piacevolmente sorprendenti.

Ancora più certo è il fatto che abbiamo divagato. Siamo partiti dai sumeri e ci siamo persi nella storia.

Forse il motivo è che, da veri appassionati di birra, preferiamo parlarne come di un prodotto vivo e possibilmente da assaggiare piuttosto che dilungarci sulle tracce di un fossile ritrovato chissà dove.

E a proposito di ritrovamenti.

Ancora non siamo riusciti bene a capire quali ingredienti Mc Govern abbia dedotto dalla sua ricerca sui monti dell’Iran.

Basterà solo aspettare la sua prossima archeobirra?