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Birre, femminile plurale

Birre, femminile plurale - Le donne e la birra
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Chi l’ha detto che la birra ha una natura prevalentemente maschile?

Certamente non la storia, se è vero che la nostra amata bevanda è frutto di una scoperta casuale generata dall’errore di una donna.

E certamente non i numeri di oggi, che rivelano una passione per la birra sempre più radicata nel pubblico femminile, oltre che a una presenza sempre maggiore di mastre birraie!

In quanti pensano alla birra e subito la associano a un pub saturo di ormoni maschili in ebollizione o a una gara di virilità all’ultima pinta? E no! Adesso che la birra è diventata di tendenza forse è più facile sovrapporre all’immagine della birra artigianale il profilo barbuto di giovani e meno giovani hipster con il mignolo sollevato.

Ma le donne dove sono? E cosa fanno?

Andiamo con ordine, e iniziamo la storia dal principio. Dalla Mesopotamia.

 

Ovvero da quel goffo e per noi così prezioso tentativo di una donna di conservare i cereali in acqua, producendo una fermentazione ante litteram e di fatto inaugurando la storia della birra nel mondo.

 

 

Da allora si può senza dubbio sostenere che le prime beer master, dedite cioè alla preparazione di questa birra primordiale, fossero tutte donne. Ed erano ovviamente donne anche le sacerdotesse che ne custodivano i segreti preparando la birra in occasione di cerimonie religiose.

Qualcosa di simile succedeva anche in molte antiche civiltà del Sud America, dove la produzione della birra era appannaggio esclusivo di donne nobili accuratamente selezionate.

Tra gli Incas, ad esempio, queste sacerdotesse della birra erano conosciute come Vergini del Sole.

E sempre rimanendo in ambito religioso, ecco spuntare un’altra figura femminile che ha dato una svolta epocale alla storia della birra come la conosciamo oggi.

È Hildegard von Bingen, suora e botanica dell’Abbazia di S. Rupert in Germania, divenuta Santa nel 2013, ma già venerata come tale da tutti gli appassionati di birra, perché fu lei, nel 1150, a introdurre l’uso del luppolo nella produzione della birra.

Cosa succede dopo? II primato delle donne si protrae fino al Medioevo, con l’avvento dei Monaci sulla scena birraia e la progressiva colonizzazione maschile.

Ma nella Gran Bretagna nel XV secolo sono ancora le donne (le cosiddette Ale Wives) a occuparsi in maniera quasi esclusiva della preparazione e della vendita di birra.

Quello che è successo nella storia recente è cosa nota.

La produzione di birra (e anche il suo consumo) sono rimasti per molto tempo una riserva maschile. Ma oggi le cose sembrano cambiate. Il fenomeno delle birre artigianali ha contribuito anche alla crescita della presenza femminile, sempre più protagonista nei tanti microbirrifici sparsi per il mondo.

Ed è egualmente cresciuta la cultura, la consapevolezza e il consumo al femminile, come ci racconta una recente ricerca di Assobirra.

Ma chi sono e come si comportano queste nuove donne della birra?

Ne parliamo nel prossimo articolo!