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Scopriamo la sesta Intro Beer Box: Samuel Smith VS St. Bernardus

Samuel Smith e Sint Bernardus: due birrifici che evocano storie leggendarie, tradizioni e antichi rituali produttivi ancora oggi vivissimi.
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Se siete amanti delle tradizioni e appassionati di cultura brassicola la sesta Intro Beer Box saprà sicuramente conquistarvi. I due birrifici in sfida questo mese, infatti, evocano storie leggendarie, tradizioni antiche e antichi rituali produttivi ancora oggi vivissimi.

Stiamo parlando di Samuel Smith Old Brewery, la più antica fabbrica di birra dello Yorkshire, e di Sint Bernardus Brewery, la cui storia ebbe inizio nel Monastero trappista St. Sixtus di Westvleteren.

Profumi, aromi e sapori difficili da eguagliare… Chi vincerà questa sfida leggendaria?

La storia di Samuel Smith Old Brewery inizia nel 1750 a Tedcaster, in un antico edificio dove ancora oggi la birra viene prodotta con la stessa acqua di sorgente prelevata dal pozzo all’interno del birrificio e con lo stesso ceppo di lievito risalente ai primi del 900. Ma non è tutto! A rendere ancora più affascinante la storia di Samuel Smith, è la citazione che Charles Dickens dedicò al birrificio tra le pagine di A Tale of Two cities. La tradizione di qualità e la fama letteraria, fanno di Samuel Smith Old Brewery uno dei migliori birrifici inglesi.

Non meno suggestiva è l’avventura produttiva della Sint Bernardus Brewery, la cui storia è leggendaria grazie all’acqua che si ipotizza essere utilizzata per produrre. Si narra infatti che la birra venga prodotta con la pioggia caduta all’epoca di Giovanna D’Arco, prelevata a 152 metri di profondità. È così che a Watou, nel cuore delle Fiandre Occidentali, Sint Bernardus Brewery produce una delle birre trappiste forse più fedeli alla tradizione e a cui nel tempo si sono affiancati prodotti realizzati con altrettanta qualità e attenzione.

SAMUEL SMITH

NUT BROWN ALE –  SAMUEL SMITH

Questa storica etichetta Samuel Smith dal colorito nocciola, morbida e corposa, presenta una schiuma color avorio, cremosa e abbondante ma poco persistente. Profumatissima al naso e al palato, dove si impongono aromi di frutta secca, in particolare noce e nocciola, con note di caramello, biscotto e mela. Il finale, secco e ben bilanciato, rende l’esperienza di bevuta particolarmente intrigante.

OATMEAL STOUT –  SAMUEL SMITH

Un caratteristico esempio di stile con un piccolo segreto al suo interno. Quella farina d’avena dichiarata nel nome, anticamente introdotta in tempi di magra da molti birrifici inglesi per arricchire di nutrienti le proprie birre scure, e oggi semplice omaggio alla tradizione, che agisce tuttavia nella fase di infusione contribuendo a donare a questa speciale stout una particolare dolcezza e cremosità. La livrea scurissima della Oatmeal è sovrastata da una cremosa e persistente schiuma color cappuccino. Al naso regala sentori di caramello e malti tostati, con leggere note floreali sullo sfondo.

ORGANIC PALE ALE – SAMUEL SMITH

Birra dal sapore corposo e aromatico prodotta con malti e luppoli selezionati entrambi da coltivazione biologica, questa classica pale ale, che dichiara già nel nome la sua natura bio, si fa notare per l’intensa tonalità ambrata e si caratterizza per il suo fine e persistente cappello di schiuma beige. Molto dissetante e adatta a tutte le occasioni, la Organic presenta al naso sentori di caramello, biscotto, frutta secca, mela, susina e liquirizia. Al palato offre un’intesa persistenza, con una partenza morbida e una progressione amaricante in cui prevalgono i luppoli aromatici, verso un piacevole finale che restituisce ancora note di frutta secca.

TADDY PORTER – SAMUEL SMITH

Una tradizionale porter, scura e piena, dal gusto ricco e profondo, capace di meritarsi l’attenzione del più autorevole rappresentante della cultura birraria contemporanea, Michael Jackson, che l’ha battezzata “una delle prime 5 birre al mondo”. Niente male, per la rappresentante di uno stile nato a Londra fra il XVII e il XVIII secolo, considerata la crescita del movimento e le nuove tendenze della produzione brassicola. E la Taddy, vezzeggiativo che omaggia il territorio di appartenenza, mantiene questa promessa con una generosità e un’intensità gusto-olfattiva a dir poco strepitosa!

ST. BERNARDUS

ABT 12 – ST. BERNARDUS

Straordinaria birra da meditazione, prodotta secondo il metodo dell’alta fermentazione e imbottigliata solo dopo un processo di maturazione di tre mesi, la ABT 12 è una delle birre d’abbazia più conosciute e più ricercate. Eletta nel 2005 migliore birra del mondo, riproduce fedelmente l’originale ricetta trappista dei monaci di St. Sixtus di Westvleteren, che un tempo spostarono la produzione proprio nel birrificio oggi diventato St. Bernardus.

PATER 6 – ST. BERNARDUS

Tradizionale dubbel d’abbazia, la Pater 6 matura in grandi botti di rovere che contribuiscono a conferirle quelle inconfondibili eleganti sfumature autunnali dell’abbondante e cremosa schiuma color cappuccino e della livrea tinta bruno castano. Una birra da meditazione di grande spessore ed equilibrio, dall’aroma complesso e intrigante, che libera al naso una potente sensazione fruttata, con note di melone, banana, frutta secca e noce. Fresca e facile da bere, la Pater 6 accompagna la bevuta con il suo caratteristico aroma speziato e legnoso, che si chiude con un finale tostato, secco e leggermente amaro.

TRIPEL – ST. BERNARDUS

Classicone d’abbazia ad alta fermentazione prodotto secondo il tipico stile belga, la Tripel colpisce già al primo sguardo per la sua leggera velatura color dorato antico con riflessi arancio. Corposa, vivace e straordinariamente equilibrata, offre al naso un’entrata dolciastra e molto fruttata, dove spiccano note di miele d’acacia, banana e cedro, mentre in bocca la dolcezza conferita dal malto è subito bilanciata dalla carica del luppolo, che conduce a un finale secco e leggermente amaro. Un birra che sorprende, facile da bere e adatta a tutte le occasioni nonostante la gradazione alcolica importante.

WIT – ST. BERDARDUS

Ecco un’altra rivisitazione di uno tra i più classici stili dei Paesi Bassi, una strepitosa birra bianca frutto della collaborazione con il leggendario mastro birraio Pierre Celis, il guru delle blanche belghe che con la sua passione e la sua perseveranza ha restituito a nuova vita uno stile dimenticato salvandolo dall’oblio e regalandogli il successo mondiale. Operazione riuscitissima anche in questa birra dal corpo morbido e leggero, che regala al naso sentori agrumati, floreali, maltati e appena speziati; aromi che si ritrovano anche al palato, conducendo a un finale decisamente maltato e fruttato.

Ti è piaciuta la sesta Intro Beer Box? Una volta che avrai assaggiato tutte le birre al suo interno, sarai pronto a stabilire il vincitore tra i due birrifici: Samuel Smith o Sint Bernardus?

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