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Storie di birra. L’Italia della birra (parte 2)

Quando e dove nasce l’Italia della birra? Scoprilo su Intro Beer Club.
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Con la storia della birra in Italia eravamo rimasti alla prima vera fabbrica, aperta nel 1789 a Nizza Marittima da Giovanni Baldassarre Ketter.

Ma la sua storia personale dura molto poco, perché solo due anni dopo l’attività è rilevata dall’imprenditore biellese Giovanni De Bernardi, che ottiene anche la licenza per vendere la birra in tutto il Piemonte.

E il Piemonte sembrerebbe diventare la patria d’elezione dell’italica birra. Se ne accorgono i Savoia, che cominciano a tassarla già dal 1814, se ne accorgono i primi appassionati, che nel giro di qualche decennio vedono moltiplicarsi le birrerie, che nel 1865 solo a Torino sono già 114.

Anche le aziende che producono birra crescono continuamente di numero.

Nel 1890 se ne contano 140, perlopiù distribuite nel nord Italia per due ragioni semplicissime, anzi tre: l’abbondanza di acque sorgive, le temperature più basse di alcuni siti produttivi che sfruttano la vicinanza delle catene montuose alpine per sopperire alla mancanza della tecnologia necessaria per creare e controllare il freddo e, non ultimo, l’influenza austriaca sul territorio come modello di cultura ed esperienza produttiva.

Ed è proprio con l’aiuto di mastri birrai austriaci, boemi e tedeschi che la birra italiana migliora di anno in anno, cominciando a colonizzare anche il sud, dove vengono avviate colture di orzo da birra e costruite malterie. La prima ad Avezzano, nella Piana del Fucino, le terre del Principe Torlonia, inaugurata nel 1890 e chiamata “Le Malterie Italiane”.

Certamente la cultura birraria dell’epoca continua a rimanere schiacciata dalla predominanza assoluta del vino.

I dati sui consumi del 1901 riferiscono di 42 milioni di ettolitri di vino e di appena 400 mila litri di birra. Rapportati alla popolazione dell’epoca questi numeri ci raccontano che agli inizi del secolo scorso ogni italiano consumava in media, in un anno, 127,6 litri di vino, contro i soli 1,2 litri di birra!

Tanto per dare un’idea di come sia cambiato il nostro orizzonte e le nostre abitudini basti pensare che oggi (ma i dati sono già vecchi perché sono numeri ufficiali riferiti al 2018, e presumibilmente da correggere per eccesso) la forbice tra vino e birra di consumo medio annuo pro-capite è sempre più stretta: 35 litri a testa di vino contro i 32 litri di birra!

Per arrivare a questo straordinario balzo storico sicuramente hanno contribuito una crescente cultura della birra e una maturità del mercato che va sicuramente attribuita (più che nei numeri) al fenomeno crescente delle birre artigianali.

Ma questa è un’altra storia tutta da raccontare, di cui ci occuperemo un’altra volta!