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La novità delle birre vegane. Ma non lo erano già?

Pensi a una birra, e subito te la immagini in tutta la purezza dei 4 ingredienti principali che la compongono: acqua, malto, luppolo e lievito.
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Pensi a una birra, e subito te la immagini in tutta la purezza dei 4 ingredienti principali che la compongono: acqua, malto, luppolo e lievito.

Poi senti parlare di birre vegane e inevitabilmente hai un soprassalto.

Ma come, più vegane di così?

 

E invece no, perché nelle birre capita non di rado che siano presenti, più o meno nascosti, ingredienti di origine animale.

 

 

Ma quali sono questi ingredienti e perché?

Partiamo per semplicità da quelli introdotti in modo esplicito, per arricchire o caratterizzare il bouquet gustativo e olfattivo di un prodotto. Ad esempio il miele. E fin qui tutto bene.

Perché poi c’è un elenco di sostanze di origine animale che possono essere inserite e utilizzate senza comparire in etichetta, perché se sono presenti entro una certa quantità le normative non lo richiedono.

Così queste sostanze entrano nel processo di lavorazione della birra, in particolare nelle fasi di filtrazione, stabilizzazione della schiuma e colorazione, rendendo il prodotto finale incompatibile con l’alimentazione vegana.

Avresti mai detto che nella birra può esserci il pesce? E un insetto?

Ebbene sì.

La colla di pesce è un chiarificatore tra i più utilizzati nella produzione di birra, così come la gelatina ottenuta dagli scarti di macellazione di bovini e suini, mentre la cocciniglia è un insetto spesso impiegato come colorante.

Poi ci si può imbattere nella caseina, una proteina presente nel latte vaccino e usata anch’essa come chiarificatore, nel carbone derivato da ossa animali utilizzato per la filtrazione, oppure nel lattosio che può essere presente nelle birre dolci o cremose, o in altri additivi e sostanze impiegate per controllare la schiuma.

Il tutto inconsapevolmente.

Ma allora come si fa ad evitare questi ingredienti nascosti?

Come è possibile individuare una birra 100% cruelty free?

Certamente è cresciuta la sensibilità verso il mondo Veg, e sono già molti i birrifici che offrono prodotti dichiaratamente vegani.

Ma è molto impartante ricordare che la gran parte delle birre artigianali e di alta qualità, che sono in genere anche non filtrate e non pastorizzate, non fanno uso di queste sostanze.

Un bene? Un male?

Al di là delle scelte etiche vegane, siamo convinti che in una ricerca come la nostra di birre di alta qualità, sia sempre preferibile evitare quei prodotti che contengono additivi, coloranti, sostanze addensanti o chiarificanti, perché tradiscono l’idea di una birra prodotta con passione e con amore, anche e soprattutto nella sua imperfezione artigianale. Di una birra senza trucchi, senza scorciatoie e senza quei maquillage estetici che lasciamo volentieri alla produzione industriale e alle sue logiche di consumo di massa.

Ma questo è solo il pensiero di un piccolo gruppo di amici che ama disperatamente la birra. Quella vera.