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Beer Fight Club: Saison vs Porter

Saison e Porter: due stili a confronto per il Beer Fight Club di oggi. Scpri le caratteristiche e la storie di questi due tipi di birra insieme a Intro.
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La seconda regola del Beer Fight Club è che non si parla del Beer Fight Club e di nessun’altra cosa con la bocca piena di birra.

Guai a sprecare anche solo un sorso delle birre di qualità protagoniste delle nostre sfide.

Emilia e Riccardo si piacevano dai tempi del Liceo. Si sono ritrovati dopo tanti anni, con la complicità dei social, e anche se ora vivono in due città diverse hanno cercato e trovato un’occasione per incontrarsi e ritrovarsi. Rigorosamente davanti alle due bottiglie di birra protagoniste della nostra sfida.

Nascerà qualcosa? O sarà solo un piacevole incontro per ripassare la loro storia mancata?

A proposito di storie, qui abbiamo due monumenti nazionali del panorama brassicolo mondiale.

PORTER

Cominciamo dalla Porter di Riccardo?

Siamo di fronte a uno degli stili più importanti della storia millenaria della nostra amata bevanda. Nata a Londra all’inizio del XVIII secolo come evoluzione delle brown beer, le Porter sono l’esempio di come uno stile possa penetrare nel tessuto sociale di un territorio,  cambiare la storia di un prodotto e raggiungere la fama mondiale per poi sparire completamente nel nulla, salvo riaffacciarsi qualche decennio più avanti per merito di pochi e nostalgici appassionati.

Ma cos’erano queste brown beer? Nell’Inghilterra di quegli anni le categorie di birra erano sostanzialmente due. Le ale, più dolci, e le beer, più amare, a cui appartenevano anche le brown beer, contraddistinte guarda un po’ dal colore marrone scuro, di buona gradazione alcolica (6/7 gradi) e ben luppolate.

L’invecchiamento di una miscela di mosti in botte e la possibilità di farla fermentare ad alte temperature in vasche più grandi, e quindi di realizzarla tutto l’anno, fa nascere un’evoluzione delle brown beer che riduce sensibilmente i costi di produzione e di vendita.

Una birra popolare, in particolare tra i facchini di Londra, al punto da assumerne il nome e diventare per tutti la Porter.

Lo sviluppo dei processi produttivi e l’utilizzo di enormi botti fa aumentare il tempo di maturazione delle Porter fino e oltre i due anni, conferendo alla birra la sua piacevole nota acidula, ma sono i malti utilizzati (prima il classico brown, poi il pale, che riduce ulteriormente i costi, quindi il patent, che restituisce alle porter il colore naturale perso usando il pale) a segnare gli ultimi passaggi evolutivi.

Alla fine dell’Ottocento la Porter è prodotta ovunque e conosce un clamoroso successo mondiale, a cui fa da contraltare il lento e progressivo declino in patria, fino praticamente all’estinzione nel periodo tra le due Guerre.

Solo negli anni Settanta le porter ritornano nei pub, sull’onda di un rinnovato interesse per gli stili classici.

Oggi è uno degli stili che riscuote maggior interesse tra i mastri birrai, spesso anche con ottime interpretazioni come quella che, nel frattempo, Riccardo ha quasi finito di bere.

Scura, maltata e vellutata, la sua Porter presenta un profilo di sapori e aromi complessi che tendono verso il cioccolato, le noci e l’affumicato, con note fruttate, speziate e di caffè.

SAISON

Emilia gli sorride, alle prese con la sua Saison.

Un’altra grande avventura brassicola tutta da raccontare, per una delle tipologie più imitate al mondo, in cui si ritrovano birre anche molto diverse tra loro, ma con in comune le caratteristiche di essere molto secche, fresche, con un carattere speziato e un finale piacevolmente amaro.

Si trattava, in origine, di birre brassate direttamente dai contadini, prima dell’invenzione della refrigerazione, prodotte quindi nel periodo invernale per essere conservate e poi consumate perlopiù nella stagione estiva, e per questo intensamente luppolate e dal tenore alcolico superiore alla media.

Dalla Vallonia, terra belga francofona dove sono nate, le Saison ne hanno fatta di strada, e oggi sono prodotte e apprezzate in tutto il mondo.

Un esempio su tutte è la Saison Dupont, prodotta dalla Brasserie Dupont e definita nel 2005 la birra migliore del Pianeta dal Men’s Journal Magazine (e presente nella selezione del nostro Beer Master insieme ad altre chicche della brasserie belga nell’ultima Intro Beer Box).

Emilia sorseggia la sua birra, perfetta per la stagione più calda o per raffreddare un poco l’emozione.

Secca, poco alcolica e molto carbonata, la sua Saison intreccia profumi speziati, fruttati e agrumati, mentre al palato si mostra scorrevole e di buona struttura, in un perfetto equilibrio armonico che regala ricche sensazioni di spezie e frutta. 

La chiusura è asciutta, pulita e decisamente amara, ma il ritorno a casa di Emilia è infinitamente più dolce, con un bacio sfuggente che apre prospettive nuove.

Chi dice che una birra buona con una bella storia non possa anche trasformarsi in un momento e un’occasione speciale per incontrarsi e far nascere una nuova bellissima storia?

Per maggiori dettagli, chiedere ai soci ed amici di Intro Beer Club